Lodovico Pogliaghi

Lodovico Pogliaghi – Milano, 1857 – Santa Maria del Monte, Varese, 1950

Lodovico Pogliaghi

Originario di una famiglia dell’alta borghesia milanese, si iscrive giovanissimo all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove porta a termine con profitto il corso di studi nel 1880. L’insegnamento di Giuseppe Bertini, allora professore al Corso di Pittura, è determinante nella sua formazione che avviene a stretto contatto con la cultura accademica europea; è Bertini a influenzare maggiormente il giovane Pogliaghi, la cui formazione primaria è pittorica, di pittura per decorazione.

Nel corso degli anni Ottanta ottiene importanti commissioni come decoratore per i palazzi dell’aristocrazia milanese. Le opere con le quali prende ad affermarsi, dopo l’apprendistato prevalentemente pittorico, sono il Prometeo per Palazzo Turati, 1884, e il crocefisso e i candelabri per il Duomo di Como, 1886 (ora conservati nel Duomo di Milano). Si tratta di opere che dichiarano apertamente la predilezione per la classicità ingentilita di maniera che nutre tutta la sua attività di ornatista: modello ideale ne è la figura di Benvenuto Cellini – amatissimo artista, benché lontanissimo per temperamento.

In questa sua prima fase di attività artistica il Pogliaghi si esercita nella realizzazione di opere d’arte sacra e avvia la sua attività di illustratore di soggetti storici per la casa editrice Treves di Milano.

Storia d’Italia – Medio Evo – Illustrazioni di Lodovico Pogliaghi. Milano, Fratelli Treves Editori, 1892

Storia generale d’Italia. Il rinascimento e le signorie italiane. Illustrazioni di Lodovico Pogliaghi. Milano, Fratelli Treves Editori, 1897

Si afferma sulla scena artistica milanese a seguito della nomina a professore d’Ornato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1890 e della vittoria riportata al Concorso per l’esecuzione delle imposte in bronzo del Duomo di Milano nel 1895.

Parallela ai primi bozzetti per la porta del Duomo milanese è la decisione di edificare la propria casa-studio al Sacro Monte varesino che per decenni impegnerà Pogliaghi in un’opera di connessione minuziosa, da decoratore sovrano, tra i pezzi collezionistici ai quali ispira la sua stessa visione dell’arte, dalla scultura egizia e romana alla calligrafia orientale, da Giambologna al barocco, dall’oreficeria ai tessuti, dalle medaglie (attività continua e amata di Pogliaghi, è quella di medaglista) alle ceramiche, per non dire della mole immensa di stampe d’iconografia.

La casa museo di Lodovico Pogliaghi al Sacro Monte di Varese

Sacro Monte Varese - Panoramica

 Esponente di punta di una cultura eclettica, improntata al recupero degli stili storici, si dedica a una vastissima attività che lo vede impegnato nei maggiori cantieri ufficiali dell’epoca, anche come consulente della Giunta superiore di Antichità e Belle Arti e restauratore.

Negli corso degli anni Venti, pur continuando a svolgere incarichi ufficiali, si allontana progressivamente dal mondo artistico dedicandosi soprattutto a commissioni ecclesiastiche.

Nella maturità si ritira nella sua casa-museo, dove muore il 30 giugno 1950.

Lodovico Pogliaghi 1886 - La Morte di Giovanni Maria Visconti - olio su tela ((188x286 cm)

Paola Mangano Nicora

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