Lodovico Pogliaghi e Palazzo S. Giorgio (GE) Il concorso del 1910

Il Consorzio Autonomo del Porto di Genova, che aveva trasferito da alcuni anni la propria sede a Palazzo San Giorgio, dopo aver affidato ad Alfredo D’Andrade il restauro architettonico, nel 1910 bandì un concorso per il recupero della facciata a mare dell’edificio, ma la commissione esaminatrice non ritenne idoneo nessuno dei bozzetti presentati.

Nel 1910 iniziò l’opera di documentazione delle porzioni di affreschi ancora leggibili a cura dei pittori lombardi Cresseri e Bialetti.

Gaetano Cresseri (Brescia, 1870 – 1933), autodidatta, solo in età adulta formatosi a Brera, pittore fecondissimo e versatile, noto per un’abbondante produzione nell’ambito della decorazione ad affresco, sia a tema sacro sia di soggetto profano, era già conosciuto a Genova, per avere collaborato con lo stesso Pogliaghi alla parte pittorica della decorazione in San Lorenzo.

Ferdinando Bialetti (Mede Lomellina, 1864 – Pavia, 1958) fratello del più noto scultore Felice e di formazione accademica torinese, personalità dotata probabilmente di minore autonomia creativa rispetto a Cresseri, in quest’epoca aveva già operato ad affresco in diversi cantieri lombardi, a Casale Monferrato e a Genova, all’interno del Castello Mackenzie.

Il loro lavoro viene riportato in un unico disegno in scala dall’architetto Alberto Terenzio. Inoltre furono eseguite copie delle parti principale delle finte architetture, ornato e figure per conservare il tono esatto delle tinte ed addestrare i futuri esecutori alla maniera del Tavarone.

Pogliaghi, che ufficialmente in questa fase non è coinvolto, segue in realtà l’operato dei due pittori, che già nel giugno 1911 gli inviano alcuni cartoni, sui quali lavora al completamento delle parti mancanti.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, sentito il parere della Commissione appositamente nominata e formata da membri del Consiglio Superiore delle Belle Arti (Boito, D’Andrade, Venturini, Cavenaghi, Pogliaghi e Loiacono), nel 1911 espresse parere favorevole al rifacimento. la cui direzione toccò ad Alfredo D’Andrade. Lodovico Pogliaghi assunse la direzione dei lavori e agli inizi del 1912 presentò il bozzetto della facciata a mare, in cui risultavano integrate le parti perdute dell’opera del Tavarone: il piano terra, le sei figure negli interassi e la decorazione della torre dell’orologio (non eseguita dal Tavarone) e preparò i cartoni relativi.

Nel maggio 1912 Cresseri abbandona l’incarico per una controversia di natura economica: quindi, sotto la direzione di Pogliaghi, la facciata viene portata a termine da Bialetti, che ne realizza materialmente la maggior parte degli interventi.

I lavori iniziarono nell’aprile del 1912 e dopo le interruzioni dal 15 luglio al 15 settembre di quell’anno e dal 20 dicembre al 1 marzo 1913, vennero portati a termine nel giugno del 1913.

Paola Mangano Nicora

L. Pogliaghi – Olio su tela Bozzetto della facciata a mare di Palazzo San Giorgio ora conservato nell’ingresso del Palazzo ora sede del Consorzio Autonomo del Porto di Genova.

Tratto da:
Lodovico Pogliaghi e la facciata a mare  di Palazzo San Giorgio
mostra a cura di Caterina Olcese Spingardi e Gianluca Zanelli
maggio 2007
e
Genua Picta
Proposte per la scoperta e il recupero delle facciate dipinte
Aprile 1982 – SAGEP EDITRICE

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