Piazza Ducale di Vigevano

Piazza Ducale di Vigevano olio su tela, autore anonimo

Ludovico il Moro doveva aver pianificato la costruzione di questo armonioso miracolo architettonico già qualche anno prima della sua edificazione. Se ne ha prova in un atto notarile di compravendita di una casa, datato 21 luglio 1489. Il duca evidenziava al podestà di Vigevano la posizione che l’immobile in oggetto occupava all’interno dell’area su cui aveva intenzione e volontà di far costruire una piazza e perciò doveva essere demolito.

Ma è del 3 maggio 1942 il decreto ducale ufficiale emanato dal duca regnante Gian Galeazzo Maria Sforza che stabilisce la necessità di un “foro adeguato” in “un luogo che in virtù della continua frequentazione della nostra corte assume sempre più forma e dignità di città” attribuendo ad Ambrogio da Corte, tesoriere ducale e maggiordomo di palazzo, ampi e pressoché assoluti poteri “di demolire e spianare le case necessarie, erigere i nuovi edifici destinati a ornare la piazza e i relativi porticati, stabilire i valori delle case da abbattere, multare coloro che si opponessero ai suoi ordini e alle sue indicazioni, o li seguissero con riluttanza”.

Ad Ambrogio, ottimo amministratore ma digiuno di pratica edilizia, venne affiancato uno specialista, forse Ambrogio Ferrari, “commissario generale sopra i lavorerii” della corte ducale, forse Donato Bramante, che nel castello di Vigevano accudiva alla costruzione della Falconiera, della Loggia delle Dame, e verosimilmente delle Scuderie. Sulla partecipazione di Leonardo da Vinci persistono molti dubbi confermati dall’inesistenza di scritti, vista l’abitudine di Leonardo di appuntarsi ogni sua attività nei codici, come ho già riportato nel post precedente Vigevano –Leonardo, Bramante e il Moro.

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