La piazza Ducale di Vigevano dal XV al XX secolo

Juan Caramuel Lobkowitz (1606-1682), famoso fisico, matematico, teologo cistercense, politico, filosofo, architetto, erudito straordinario, vero genio dell’età barocca, dal 1673 vescovo di Vigevano, pochi anni dopo il suo ingresso nella città pianificò di modificare la piazza Ducale per indirizzarne il percorso verso l’ingresso del Duomo (del quale progetterà la nuova facciata). Si trattò di una sottile reinterpretazione del ruolo civile che essa rappresentava come introduzione al castello per ricondurla a quella di funzione religiosa. A tal proposito fece rimuovere la rampa quattrocentesca nella parte meridionale che conduceva al castello per poi ricostruire il porticato a formare un unitario corpo di fabbrica. Allo stato attuale solo i capitelli delle colonne ne evidenziano il rifacimento, essendo scolpiti con gli emblemi vescovili.

Non si hanno notizie riguardanti la decorazione ad affresco; si può ipotizzare che il vescovo avesse voluto ricostruire il finto ornato prospettico senza aggiungervi alcun riferimento decorativo di epoca sforzesca; da esperto architetto non avrebbe lasciato un tale tratto di intonaco neutro.  Non era una pratica in uso oltretutto; del resto non si riscontrano notizie documentate di nuove stesure di intonaco o tinteggiature sopra l’originale apparato decorativo quattrocentesco fino a metà del XVIII sec..

A tal proposito faccio riferimento a ciò che Alessandro Colombo (1873-1935), storico locale altamente accreditato in quegli anni di fine e inizio secolo, scrisse sulle pagine del Corriere di Vigevano, il settimanale più antico e diffuso della città. Il Colombo, in uno scritto del 26 gennaio 1902, descrive le decorazioni della piazza come eseguite a graffito soprattutto per quanto riguarda l’ornato non escludendo che in passato dovesse avere qualche affresco (a tal riguardo si sbagliò di grosso in quanto le porzioni originali quattrocentesche da noi ritrovate confermano pienamente la messa in opera ad affresco). Egli ipotizza che la porzione aggiunta dal vescovo Caramuel fu la prima porzione d’intonaco completamente affrescata perché i graffiti a quel tempo non erano più di moda. Quindi stando alle sue dichiarazioni, rilasciate in base a ciò che poteva, in quegli anni, vedere di persona, il corpo di fabbrica aggiunto a chiusura della piazza sul lato meridionale era stato affrescato. Per capire se il Colombo dice il vero o se le sue sono considerazioni azzardate quando afferma che le decorazioni della piazza furono realizzate a graffiti, forse confondendo il graffito con la semplice incisione dell’intonaco per trasportare il disegno dallo spolvero sull’intonaco appena steso per la realizzazione ad affresco, dobbiamo risalire agli interventi  che si sono succeduti tra la fine del seicento e l’inizio novecento.

 

Se l’argomento interessa puoi acquistare l’ebook con la storia e i restauri della piazza su Passionartebook

Copertina2

 

 

 

Annunci