Affresco, cap.IX – Lo spolvero

Nel capitolo precedente “Affresco parte 8 – Come eseguire un affresco secondo le regole di Cennino Cennini” ci siamo soffermati sulla tecnica del dipingere ad affresco descritta nel già menzionato trecentesco “Libro dell’arte” di Cennino Cennini, il più importante testo che esista per ogni nostra conoscenza in qualsiasi ramo e campo del dipingere. In particolar modo mi sono soffermata sul capitolo LXVII ove si descrive tra l’altro la tecnica per colorire un viso giovane. Ma nei capitoli che seguono il Cennini esamina anche come si devono eseguire altre raffigurazioni ad affresco, naturalmente con molti particolari in meno, avendo preso come base per la descrizione circostanziata e minuziosa, la faccia di una persona giovane, come or ora si è visto. Consiglio quindi la lettura del capitolo LXVIII “El modo di colorire viso vecchio in fresco”, del capitolo LXIX “El modo di colorire più maniere di barbe e di capellature in fresco”, del capitolo LXXI “El modo di colorire un vestimento in fresco” e i capitoli a seguire ove si descrive “il modo di colorire albori ed erbe e verdure” e “come si dé colorire i casamenti”.

Con l’avvento del rinascimento si verificarono alcuni notevoli cambiamenti non tanto nella tecnica ed esecuzione dell’affresco, ancora in genere perfetta, ma per quel che si riferisce allo studio dei disegni preparatori e alla loro trasposizione sull’intonaco fresco. Ora questi disegni non si tracciavano più direttamente sulle bianche pareti arricciate, ma si preparavano nelle botteghe, su carta, in piccole dimensioni. Una volta che il disegno veniva giudicato ben proporzionato si procedeva segnandovi sopra un reticolo, linee rette e parallele, orizzontali e verticali, tutte di ugual distanza, intersecantesi tra loro ortogonalmente in modo da formare una regolare quadrettatura o, come si diceva, una rete, una graticola. A questo punto, su un foglio di dimensioni uguali a quelle dell’affresco da dipingere, si tracciava una quadrettatura in tutto simile e con lo stesso numero di quadrati, che ora naturalmente dovevano essere di proporzioni molto maggiori, del disegno piccolo che possiamo definire senza ombra di dubbio schizzo, bozzetto o studio. Quindi, quadrato per quadrato, si riportavano tutte le linee che definivano la reale grandezza dell’affresco da dipingere.

Questi disegni erano anche chiaroscurati a carboncino e spesso addirittura coloriti, un ulteriore studio di ombra e luce per la massima resa pittorica.

Il passaggio successivo prevedeva la foratura, con un grosso ago, di tutte le linee di contorno necessarie per il trasporto del disegno su muro. Si veniva a creare il così detto “spolvero” che prende il nome dall’operazione successiva consistente nel passare sopra di esso un sacchetto di tela rada, in cui era stata messa polvere di carbone o terra rossa. In pratica il disegno veniva tagliato in base alla giornata di lavoro che si stabiliva di affrontare, si posizionava sull’intonaco fresco, lasciato ovviamente tirare per il giusto tempo che si determina in base a diversi fattori quali l’umidità dell’ambiente, la stagione in cui si va ad operare eccetera, diversamente la malta ancora troppo bagnata andrebbe ad appiccicarsi alla carta del disegno con i conseguenti disagi che si possono immaginare, ed infine si procedeva con la “spolveratura”. Il carbone, uscendo dal sacchetto attraverso la trama della tela, si depositava sulla superficie della carta disegnata, passando però oltre, là dove vi erano i fori giungendo in tal modo sull’intonaco fresco, con cui subito si incorporava venendo così a formare tutta una serie ininterrotta di punti che servivano da base per tracciare a pennello il disegno.

Questa nuova tecnica di trasporto del disegno preparatorio, ancor oggi usata, portò fatalmente alla fine delle sinopie come pratica normale che diventarono sempre più rare fino a cessare del tutto. Tuttavia, negli ultimi decenni del cinquecento, quando si dovevano affrontare grandi composizioni pittoriche si tornò ad usare le sinopie a volte addirittura con il reticolo disegnato sull’arriccio che serviva a tracciare le linee essenziali di riferimento.

La nuova maniera di concepire i disegni preparatori a tavolino e non più sull’arriccio della parete da affrescare era dovuta anche al profondo cambiamento che si era avuto nella pittura. Nel Trecento le composizioni seguivano, salvo eccezioni, schemi e regole voluti da una costante tradizione che andò però trasformandosi radicalmente al principio del Quattrocento. L’arte non veniva più concepita come un’attività manuale o mechanica, sia pure d’alto livello, ma andava via via arricchendosi di contenuto intellettuale; la cultura umanistica poneva, all’operare dell’artista, il fine dell’arte come valore. Al vago estetismo dell’ideale di vita del tardo gotico si contrappose la ricerca specifica, alla descrizione poetica la costruzione intellettuale, alla diversità delle tecniche il metodo unitario del disegno. La formulazione e teorizzazione della prospettiva ordinò forme e rappresentazioni nello spazio che non potevano più essere casuali ma dovevano rispondere a schemi geometrici precisi con tutte le difficoltà che essi comportavano.

Paola Mangano

Mauro Nicora, 2015 - Assunzione - Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA) Bozzetto in scala realizzato con la computer grafica per e poi riquadrato per il trasposto del disegno sul muro.

Mauro Nicora, 2015 – Assunzione – Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA) Bozzetto in scala realizzato con la computer grafica  e poi riquadrato per il trasposto del disegno sul muro.

Mauro Nicora, 2015 - Assunzione - Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA). Cartone preparatorio (carboncino su carta) Studio e ingrandimento della figura della Madonna per la realizzazione dello spolvero.

Mauro Nicora, 2015 – Assunzione – Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA). Cartone preparatorio (carboncino su carta) Studio e ingrandimento della figura della Madonna per la realizzazione dello spolvero.

Mauro Nicora, 2015 - Assunzione - Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA) . Riquadratura della parete ove di andrà a dipingere.

Mauro Nicora, 2015 – Assunzione – Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA) . Riquadratura della parete ove di andrà a dipingere.

Mauro Nicora, 2015 - Assunzione - Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA). Sulla parete è stato riportato il disegno del paesaggio seguendo i punti di riferimento forniti  dalla quadrettatura e posizionato lo spolvero della figura della Madonna.

Mauro Nicora, 2015 – Assunzione – Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA). Sulla parete è stato riportato il disegno del paesaggio seguendo i punti di riferimento forniti dalla quadrettatura e posizionato lo spolvero della figura della Madonna.

Mauro Nicora, 2015 - Assunzione - Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA) Particolare

Mauro Nicora, 2015 – Assunzione – Chiesa di Santa Maria nascente, Bodio-Lomnago (VA) Particolare

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